Elena Campa: stampe artigianali con materiali ecosostenibili

Stampe artigianali con materiali ecosostenibili: le creazioni di Elena Campa

Dalla passione dell’arte illustrata alle stampe artigianali con materiali ecosostenibili sui tessuti. L’artigianato di Elena Campa è un intreccio di viaggi, amore per l’ambiente e sperimentazione. Un’artista spinta dal desiderio costante di ricerca, che passa attraverso l’uso di materiali di recupero, mete che nascono dal suo pellegrinare e un grande amore per la natura. Dopo la pandemia il viaggio sola andata da Milano a Lecce, dove oggi vive e trova nuove ispirazioni per i suoi tessuti tra incontri, suggerimenti e una vita quotidiana fatta di scelte più consapevoli.

Dov’è nata la tua passione per la stampa artigianale?

Tutto è iniziato mentre studiavo illustrazione a Roma. Insieme ad altre quattro amiche ho comprato un torchio calcografico e preso in affitto una specie di garage a San Lorenzo dove abbiamo iniziato un bellissimo progetto di stampa artigianale su carta e su tessuto, Studio Arturo. Abbiamo iniziato a produrre poster e libricini realizzati a mano e a comprare capi usati per poi stamparci sopra illustrazioni incise su linoleum. Ogni capo era un pezzo unico.

Stampa artigianale_ecosostenibile

credits: Francesco Buccarelli

Stampe artigianali con materiali ecosostenibili: quali sono nel tuo lavoro i materiali che più utilizzi e prediligi?

Spesso uso materiali di recupero e cerco di comprare meno possibile, costruendo matrici con gomme di vario genere. Uso spesso anche la stampa risograph che usa inchiostri a base di olio di soia e ha un basso impatto ambientale. La stampa purtroppo non ha molti materiali ecologici in commercio e gli inchiostri sono spesso poco sostenibili.

Ultimamente sperimento molto anche la tintura naturale e ho in cantiere un progetto di cui ancora non posso parlare che spero di riuscire a portare avanti nei prossimi mesi.

Le tue stampe sono realizzate artigianalmente sui tessuti e sulla carta. Quali sono le principali differenze che si possono riscontrare nella lavorazione dei due materiali?

Al contrario di quanto facevo all’inizio, sia la tecnica che gli inchiostri che uso sono differenti a seconda del supporto. Per la carta ad esempio uso il torchio e la risograph, quasi mai blocchi o timbri, che utilizzo invece per la stampa su tessuto in modo quasi esclusivo.

Elena Campa al lavoro

credits: Francesco Buccarelli

www.instagram.com/buccarelli/

Vivere in modo ecosostenibile significa abbracciare una diversa prospettiva adottando scelte consapevoli ogni giorno. Quando e come ti sei avvicinata a questo tema nel tuo lavoro e nella tua formazione?

Sono stata sempre abbastanza sensibile a questa tematica, di cui purtroppo orma si abusa ampiamente. Da una decina di anni stavo cercando di ridurre l’impatto ambientale nel mio lavoro (nella stampa l’impatto ambientale può essere davvero altissimo), così ho cominciato a ridurre i materiali da comprare e ad usare materiali di riuso, avviando una ricerca sugli inchiostri naturali e sull’incisione atossica.

Quando vivevo a Milano facevo attenzione nelle piccole cose: usavo la biciletta, facevo attenzione al packaging degli alimenti e alla tracciabilità di filiera, ma la grande città porta con sé anche grandi compromessi. Dall’inizio della pandemia mi sono trasferita a Lecce, quasi in campagna, e questo mi ha aiutato a fare scelte più consapevoli anche nella mia vita privata. Sono convinta che la primissima scelta riguardi l’alimentazione. Decidere attentamente ciò che compriamo e che mangiamo cambia il modo di vivere di un’ampissima catena di attori coinvolti nella produzione alimentare.

Non compro più frutta, verdura e formaggio dalla grande distribuzione (e neanche dal mercato), ma solo attraverso gruppi di acquisto di piccoli produttori, oltre all’orto tutto mio e alle 3 galline (e 5 pulcini!) per un’autoproduzione alimentare. Mangio solo (o quasi) carne che so da dove viene e di piccolissimi allevatori. Purtroppo mangio ancora un po' di pesce, ma giuro molto poco! Non compro fast fashion, anche se la tentazione è sempre dietro l’angolo, cerco di acquistare infatti solo vestiti usati o di chi ha una filiera sostenibile. Purtroppo il green washing è dietro l’angolo ormai e bisogna avere gli occhi aperti. La mia scelta non è radicale, ma mi impegno a essere coerente.

Che consiglio daresti a chi sogna di fare della sua arte la sua professione?

Arte e professione sono parole davvero piene di significati e contraddizioni. Sono tempi sempre più difficili, e non so se sono la persona giusta per dei buoni consigli. Ad ogni modo è importante credere in sé stessi e confrontarsi con il mondo per capire in cosa si è davvero bravi.

Cosa significa per te fare ricerca e sperimentazione?

Mi piace molto sperimentare, anche perché mi annoia ripetere le cose che ho già fatto sempre nello stesso modo: per questo motivo cerco variazioni.

Uso spesso i workshop e i laboratori con adulti e bambini come una scusa per provare cose nuove. Gli stessi partecipanti mi danno moltissimi stimoli e suggerimenti e dall’incontro nasce sempre qualche idea che mi porto con me e che approfondisco nel tempo.

Split Leg Apron Elena Campa

credits: Francesco Buccarelli

Ad ispirare Elena per la personalizzazione dei grembiuli split-leg Apron in canapa e lino è stata l’iconografia messicana e il Sud Italia, terra da cui Elena non ha più fatto ritorno dopo il suo viaggio. Le stampe artigianali con materiali ecosostenibili sono state realizzate su Split Leg, un grembiule nato per gli artigiani che lavorano al tornio e hanno necessità di avere le gambe coperte: il tessuto, 100% Italiano lo rende un capo confortevole e leggero, ma estremamente resistente.

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