Vivere meglio, sentirsi leggeri, prendersi cura.
Il tempo è inestimabile e, a quanto pare, solo di recente ne abbiamo preso piena consapevolezza. Forse è per questo che oggi sentiamo il bisogno di riscoprire un buon vivere, fatto di bellezza, tempo e cura. Stefano Pedroni ha colto questa esigenza e l’ha trasformata in un mestiere e in una missione. Ti raccontiamo la storia del fondatore di 360° in filanda.
L’umanesimo ritrovato
360° in filanda è il luogo dove Stefano e il suo team si prendono cura dei capelli. Trecentosessanta gradi significa tutto attorno, e il perno intorno al quale tutto gira, come in un rinnovato e moderno umanesimo, è la persona.
«Inseguo la bellezza da sempre e, quando parliamo di bellezza, trovo riduttivo declinarla solo al capello. La bellezza è tutto: vivere bene, appagare lo sguardo, l’anima; curare il corpo e anche la mente. Per questo, creare e diffondere bellezza è diventata un po’ la mia missione».
Oggi si potrebbe definire 360° in filanda un contenitore molto vasto e sfaccettato, dove si organizzano numerosi eventi e occasioni di ritrovo, dalle presentazioni di libri, fino alle lezioni di yoga e ai corsi di pasta fresca.
«Quando abbiamo iniziato volevo raccontare alle persone cosa fosse questo spazio. Così ho immaginato una ricorrenza mattutina dal nome “Colazione in filanda”. Collaboravo con un pasticcere della zona: lui portava i suoi lievitati e io preparavo il caffè. Era bello ritrovarsi qui in un momento così intimo come quello della colazione. Oggi questo evento ha lasciato spazio ad altro, ma lo ripetiamo sempre almeno una volta l’anno, come una piccola tradizione. Creare connessioni per me è importantissimo, ho proprio bisogno dell’energia degli altri».

Intrecci e segni del destino: com’è nata la filanda
«A cominciare dalla filanda, tutto è nato dalla mia esigenza di trovare un luogo dove stare bene. Otto anni fa cercavo un locale in provincia di Vicenza e sono capitato in questa filanda di seta. Lo spazio era grande e avevo parecchia paura, ma io venivo da quindici anni in un altro salone, certamente più piccolo, che mi erano serviti per capire appieno di cosa avevo bisogno. Poi il destino mi ha lanciato un segnale inequivocabile: accanto alla filanda c’era e c’è ancora un piccolo museo dedicato all’arte della seta. Nel visitarlo, mi sono imbattuto in una fotografia nella quale una donna intrecciava i fili di seta. È stato un tuffo al cuore: quelle mani laboriose sembravano intrecciare proprio dei capelli. Lì ho capito che quello era il mio posto e oggi è casa».
A 360° in filanda si affiancano altri due universi con i quali Stefano porta avanti questa sua missione: Cultum, il brand di prodotti cosmetici per la cura di sé, e Incanto a Venezia, dove racconta il suo amore per questa città attraverso immagini e parole.
Cultum: i cosmetici gentili con le persone e l’ambiente
«Cultum nasce dall’idea di dare un volto tangibile ai valori che da sempre coltivo».
I prodotti vengono realizzati da un laboratorio italiano che utilizza ingredienti naturali e si dividono in tre famiglie: Armonia, Abbraccio e Incanto. Non sono legati a un’esigenza specifica, ma si prendono cura proprio di tutti, con le loro proprietà e la carezza profonda delle sensazioni e dei ricordi olfattivi che riescono a suscitare.
Armonia arriva dal passato e si lega a un ricordo d’infanzia: il giardino dei nonni, tra agrumi e una nuova fioritura che sprigiona tutta la sua grazia, e quel profumo di pulito, il muschio, che sa di panni stesi al vento.
Abbraccio omaggia la montagna, quella che per Stefano è diventata un panorama prima inedito e un po’ disorientante, quando si è trasferito dalla sua terra d’origine in Veneto, ma che piano piano l’ha conquistato. L’abbraccio che Stefano vuole celebrare più di tutti, però, è quello che dovremmo rivolgere a noi stessi con ritmo quotidiano. Incanto racconta il suo amore per Venezia e la laguna, un mondo di cielo, terra e acqua.
«Consigliamo di vivere i nostri prodotti come un rito. Con Cultum i nostri clienti si portano con sé un pezzetto di filanda e, se qui siamo noi a prenderci cura di loro, quando arrivano a casa non devono smettere di prendersi cura del proprio corpo e del proprio spirito. Per questo dico sempre che, se la maschera per capelli chiede un tempo di posa di dieci minuti, in quei dieci minuti dovresti leggere, goderti una tisana calda, ascoltare qualcosa di bello, insomma, dedicarti a te per davvero».

E poi, Venezia e la sua laguna
«Venezia è il mio luogo d’ispirazione, dove riesco anche a staccare completamente. Qualche anno fa ho acquistato un piccolo appartamento insieme al mio compagno, in cui ci trasferiamo nei fine settimana. Siamo vicini a tutto ma non proprio nel clou del passeggio turistico, quindi è perfetto. Amo passeggiare fra le calli, soprattutto dopo cena, nell’atmosfera silenziosa e autentica della città che va a dormire».
Per Stefano, la laguna veneziana è stata una scoperta che oggi cerca di trasmettere attraverso il suo progetto social Incanto a Venezia: una suggestiva raccolta di scatti e parole che osservano la città dal suo punto di vista.
«Scoprire la laguna è stato incredibile. Qualche tempo fa sono stato a Sant’Erasmo, un’isola abbastanza remota, fuori dalla rotta delle classiche tappe turistiche. Un tempo veniva chiamata “l’orto di Venezia”, perché è davvero un polmone verde, dove ci si perde tra i campi di carciofi. È qui che ho conosciuto una signora che produce miele biologico di barena, mentre lo assaggiavo e lei me lo raccontava, già immaginavo come avrei potuto utilizzarlo nella linea Incanto. Oggi, quando ne racconto i prodotti, mi rendo conto che sto creando delle connessioni e offrendo la possibilità, a chi è più curioso, di scoprire qualcosa di nuovo. C’è chi addirittura poi è andato a conoscere l’azienda produttrice e ad assaggiarlo».
II miele di barena oggi è un Presidio Slow Food, presentato in occasione dell’ultimo Terra Madre Salone del Gusto. Un riconoscimento che ben rappresenta la fragilità del territorio in cui nasce, quello delle barene veneziane, minacciato dall’erosione e dall’innalzamento delle acque. E così, raccontarlo, farlo conoscere anche attraverso canali inediti, come quello della cosmesi, e acquistarlo dai produttori locali, diventa un modo per preservare questo squisito prodotto e, allo stesso tempo, prendersi cura del territorio: una bellezza che va custodita per il futuro.

Il mondo di Stefano, online e offline
360° in filanda si trova in Via Cardinal De Lai 10, a Malo, in provincia di Vicenza. Lì puoi conoscere il mondo di Cultum, che comunque puoi scoprire anche nello shop online. Per immergerti nel racconto veneziano di Stefano, segui Incanto a Venezia.


Germogli è la nuova rubrica dedicata alle storie di chi come noi ha deciso di impegnare anima e cuore nella progettazione di un sogno. Ogni mese qui potrai leggere un nuovo racconto.
